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CARLO CECCACCI | ![]() |
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Le origini | Carlo... in Francia | IMASUB International | Gli studi storici | ||||||||
![]() Suo padre, ancora neonato, era stato riportato a Gubbio, a causa della morte da parto della madre. A Gubbio, Ubaldo (detto "Merillo") crebbe in Via Dante, affidato alla famiglia Ramacci, imparò l'arte della muratura con la ditta Migliarini e mise su famiglia sposando Antonia Belardi (detta "La Scajona") di due anni più grande, già cuoca al Ristorante S. Marco, che aiutò l'economia familiare proseguendo il suo mestiere ad ogni occasione...! Carlo nasce il 29 Luglio 1933 e, a seguire, arrivano altri due fratelli e una sorella (Alvaro, Furio, Maria Gabriella). Sono gli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, anni di carestia per molte famiglie eugubine! Ubaldo e sua moglie decidono di espatriare in Francia: per primo Ubaldo nel 1946 e nell'ottobre 1947 il resto della famiglia, a Villerupt, cittadina della Lorena con tante possibilità di lavoro...! Carlo ha 14 anni, era nato e cresciuto a S. Pietro, in Via Mazzini 35, è malato di "Eugubinità", il distacco è doloroso! Ma non può fare altro che cercare di imprimere, in maniera indelebile, l'immagine di Gubbio che si allontana, mentre su un umile "carretto" tutta la famiglia procede in direzione della stazione di Fossato. ![]()
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Una volta arrivato in Francia, Carlo, superato i primi mesi di tremenda nostalgia, capisce l'importanza dell'istruzione per assicurare il suo futuro: impara la lingua, consegue un diploma di scuola professionale, continua anche come autodidatta, frequenta scuole particolari e corsi serali.
Intanto la famiglia era aumentata con la nascita a Villerupt nel 1950, di sua sorella Anna Vera. Carlo viene assunto da una ditta, dapprima come elettricista, poi come elettromeccanico, avendo dimostrato notevoli qualità in questo campo. Intanto, nel 1955, sposa una donna originaria dell'Alta Savoia e nel 1962 proprio là si trasferisce, a Cluses, assunto come tecnico specializzato in una fabbrica di micromeccanica dove venivano prodotti oltre ai famosi mulinelli da pesca Mitchell, anche i primi timer per lavatrici. Dopo solo un anno fu promosso capo-reparto con lo scopo di realizzare prototipi. Nel 1966 passa ad una azienda produttrice di sci ed inizia a collaborare con le forze armate (Nageurs de Combat) per la realizzazione di attrezzature "speciali" e fu proprio in questo periodo che, per hobby e per favore a qualche amico, iniziò a progettare e costruire custodie stagne, del tutto originali, per macchine da ripresa subacquee. Subito dopo, dato l'interesse riscosso nell'ambiente, fondò un reparto sub, in associazione con il direttore fondatore della "Reydet S.A." particolarmente aperto a tecniche innovatrici ed iniziò la produzione in serie di tali custodie. ![]()
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![]() Fu una reazione a catena! Cominciò ad inventare tutto quanto è necessario per ottenere belle riprese subacquee. Quindi arrivarono le custodie per le cineprese 8mm, Super 8 e 16mm, i primi illuminatori stagni, importanti accessori per la "Nikonos" (famosa fotocamera subacquea della Nikon) ed una gamma di flash elettronici dalle speciali caratteristiche, definiti dagli esperti giornalisti italiani: i migliori del mondo. Continuò nel progettare mirini ottici, anelli di prolunga e lenti aggiuntive per obiettivi. Per agevolare la comprensione dei suoi concetti sub, aprì la sua scuola "Ecole Imasub International" che mediante opportuni stages, avviò più di duemila subacquei alle riprese subacquee sia a livello amatoriale che professionale ed anche militare. ![]() Di lui hanno parlato le più famose riviste mondiali di fotografia: nel luglio 1975 il mensile italiano "Fotografare" gli dedicò alcune pagine, nella rubrica "Personaggio del mese". Preferendo la produzione di "Diaporamas" e conferenze, ritenute più adatte alla promozione dei suoi prodotti, è stato poco presente nei concorsi internazionali di Fotosub, pur tuttavia ottenne una ambita medaglia di bronzo ad un concorso mondiale bandito dalla C.M.A.S. Le sue foto subacquee sono state pubblicate dalle riviste più famose del mondo (Le Figaro Magazine, Taucher, L'Aventure Sous Marine, Oceans,) I suoi prodotti sono stati analizzati e presentati anche da riviste italiane come: Mondo Sommerso, Il Subacqueo, Sesto Continente. Degna di nota, è anche la realizzazione della custodia stagna per la telecamera Betacam della Sony, in occasione delle olimpiadi di Balcellona, come quelle per la R.F.O. con la formazione degli relativi operatori, corrispondenti dei centri di produzione e diffusione della sua rete mondiale. Concepì anche uno spettacolare endoscopio stagno con controllo video, adatto per le ispezioni degli impianti dell'industria petrolifera, operante oltre i cento metri di profondità, nel mare di Norvegia, per la "ELF Aquitaine Norvegia". Tale strumento fu la soluzione che risolse un grave problema tecnico alla società, nel sito di estrazione "Biford Dolfin", nel mare del Nord ! Ha collaborato con J.Y. Cousteau nella preparazione di attrezzature per le missioni della Calypso, ma anche alla formazione di alcuni operatori del cinema, tra cui quelli che realizzarono il famoso "Le Grand Bleu".
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![]() I suoi figli non hanno continuato l'attività paterna quindi è stata sua intenzione vendere l'azienda e dedicarsi interamente agli studi storici che riguardano Gubbio ed aspetti particolari del suo passato. Questi studi non sorprendono in un soggetto come Carlo Ceccacci che possiamo definire un moderno personaggio rinascimentale: esperto in tutti i campi della Fisica (da quella dei fluidi, alla meccanica, all' ottica, all'elettronica, alla dinamica) della Chimica, della Fotografia, del Video, della Pubblicità, ma anche con importanti interessi storici, letterari, filologici ed economici. ![]() Oltre a Ceccacci, nella stessa occasione sono stati premiati: Paolo Micalizzi che ha scritto un libro sull’urbanistica e l’architettura della città di Gubbio e Cesare Bocci che fu tra gli organizzatori di ben cinque Feste dei Ceri a Villerupt dal 1951 al 1955 e che ora risiede a Roma, dimostrando da sempre un grande amore per la sua e nostra città. ![]() Anche alcune famiglie eugubine importanti, come i “De’ Paoli”, i “Fabiani” e i “Mariani”, nel corso del 1600, “emigrarono” in Corsica per continuare ad esercitare là il loro mestiere di fabbricanti e commercianti di "panni". Pasquale De’ Paoli, figlio di Giacinto, Generale Corso di origine Eugubina, fu eletto Generale per la resistenza della Corsica contro la Repubblica di Genova, il 14 Luglio 1755 e ancora oggi viene chiamato “Babbu di a Patria” (Babbo della patria). Pasquale Paoli fu il primo a dotare una Nazione (la Corsa) di una Costituzione Democratica moderna, alla quale successivamente si ispirarono sia la Francia Repubblicana e sia la giovane Nazione Americana (per questo motivo diverse città degli States portano il suo nome: in Colorado, in Indiana, in Pennsylvania). Purtroppo nel 1768 la Francia di Luigi XV acquistò la Corsica dalla Repubblica di Genova (che ne deteneva il possesso in maniera poco più che nominale) e la Francia volle da subito averne il totale controllo. Lo scontro armato fu inevitabile. In seguito alla tremenda battaglia di Ponte Novo, l’ 8 e 9 Maggio 1769, tra le truppe francesi e quelle "Nazionali", condotte da Pasquale, la Corsica perdette la sua speranza di indipendenza e molti patrioti corsi, furono costretti all’esilio, tra cui i fratelli De’ Paoli. Sconfitti, ma non distrutti, numerosi Corsi vissero in Italia. Pasquale, ospite della casa Reale d’Inghilterra, soggiornò a Londra per vent’anni..... ![]() Numeroso il pubblico presente alla presentazione del libro. Presenti il Vescovo emerito di Gubbio, Pietro Bottaccioli; il vicario della Diocesi di Ajaccio, Ange-Michel Valery; l'Assessore alla cultura della Provincia di Perugia, Pierluigi Neri; il sindaco di Gubbio, Orfeo Goracci, oltre naturalmente all'autore Carlo Ceccacci. Come da programma, nel pomeriggio, nella Chiesa di S. Giovanni si è tenuto il Concerto della Corale Corsa "Insieme vocale del Golo" (diretta da Mathieu Michael) e quella Eugubina "Cantores Beati Ubaldi" (diretta da Renzo Menichetti), alla presenza anche del Vescovo di Gubbio, Mario Ceccobelli. Le due corali hanno cantato, tra l'altro, i due inni: "Dio vi Salvi Regina" e "O lume della Fede" evidenziando a tutti presenti come l'inno Corso e l'inno a S. Ubaldo condividano la medesima aria musicale, ma testo diverso.
Il
libro di Carlo Ceccacci “Le isole gemelle. Gubbio-Corsica cuginanze
d’altri tempi”, edito da
Edizioni Edimond,
a cura dell'Assessorato alle attività colturali e sociali della Provincia di
Perugia, è disponibile nelle librerie di Gubbio. ![]()
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